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Candidosi vaginale: un’affezione insidiosa da prevenire e trattare

di Eleonora Felisatti, Ostetrica

La vulvovaginite da Candida è probabilmente la forma più comune di infiammazione genitale; chi infatti almeno una volta nella vita non ha provato quel terribile prurito o bruciore a livello vulvare che non ti permette quasi di stare seduta?

Questo accade perché l’infezione è causata da un fungo, in particolare spesso dalla Candida Albicans, che risiede abitualmente e in maniera innocua nel nostro intestino, in vagina e nella cavità orale. Tuttavia a volte questo fungo passa dalla condizione di saprofita (quindi di abitante innocuo) a quella di agente infettivo causando poi la sgradevole sintomatologia.

Quali sono le cause?

I sintomi compaiono quando vi è un abbassamento delle difese immunitarie e/o quando avvengono alterazioni della flora batterica vaginale “buona”, che normalmente sarebbe in grado di difendere l’equilibrio vaginale.

Vi sono inoltre condizioni patologiche e non che possono fare da substrato per l’insorgenza di tale infiammazione:

  • Patologie croniche come diabete, infezione da HIV, obesità
  • Assunzione di farmaci come antibiotici, corticosteroidi, contraccettivi orali
  • Stati di abbassamento delle difese immunitarie come la gravidanza, infezioni di altra natura (come di recente la SARS-Covid 19)
  • Rapporti non protetti con un partner che risulta spesso asintomatico
  • Le diverse fasi del ciclo, che si accompagnano ad un cambiamento del pH vaginale e/o ad una fase di squilibrio ormonale (spesso infatti la fase premestruale è quella più soggetta all’insorgenza dell’infezione, soprattutto quella di tipo ricorrente)
  • Dieta poco bilanciata e ricca di zuccheri e lieviti più o meno abbinata ad una condizione di stipsi o di alvo diarroico
  • Detersione intima scorretta, con utilizzo di detergenti intimi a pH sbagliato oppure una detersione troppo o troppo poco frequente
  • Utilizzare un vestiario troppo attillato (sia in termini di biancheria intima che di pantaloni) e/o utilizzare spesso i salvaslip che non fanno traspirare la zona, favorendo umidità e la proliferazione di microrganismi
  • Usare in maniera promiscua asciugamani per l’igiene intima

Tuttavia più la Candidosi si presenterà in maniera ricorrente, più il microbiota vaginale (l’insieme dei microrganismi che compongono e proteggono l’ambiente vaginale) risulterà debilitato e qualsiasi minimo insulto, calo delle difese immunitarie o piccolo cambiamento si rivelerà decisivo nell’insorgenza della patologia.

Quali sono i sintomi della Candida

Ma come riconoscere se si tratta di Candida o di qualche altra infezione? Il miglior modo per fare diagnosi è ovviamente l’esecuzione di un tampone vaginale, ma spesso anche l’insieme dei segni e sintomi può fornirci un quadro facilmente riconducibile a tale fungo.

La candida si manifesta infatti con:

  • prurito;
  • gonfiore delle piccole e talora grandi labbra e clitoride;
  • rossore vulvare e delle mucose vaginali;
  • perdite biancastre caseose non maleodoranti, definite spesso nel linguaggio comune “simil ricotta”.

Questo quadro può generare poi dolore e bruciore durante i rapporti sessuali e bruciore durante la minzione.

La terapia

Per quanto riguarda la terapia è importante tralasciare il fai da te e discuterne con il professionista che si occupa della nostra salute vulvovaginale; è importante infatti riuscire a risolvere completamente il quadro per evitare la ricorrenza dell’infiammazione, che risulta molto più difficile da eradicare.

Per questo motivo, in questo articolo ci limiteremo a dare consigli sulla prevenzione più che ad indicarvi il trattamento, che dovrà dunque essere personalizzato sul vostro stato clinico.

Prevenire la Candida

Per evitare o ridurre l’insorgenza della candida è importante:

  1. mantenere un’alimentazione varia ed equilibrata, riducendo gli zuccheri e lieviti (alcol incluso) in eccesso e favorendo un corretto transito intestinale;
  2. utilizzare un detergente intimo a pH corretto (ricordando che questo cambia in base alla fase della vita in cui ci troviamo) non più di 1 volta al giorno;
  3. utilizzare asciugamani puliti e personali;
  4. non utilizzare salvaslip se non strettamente necessari e in tal caso, cambiarli frequentemente;
  5. prediligere intimo di cotone bianco e della giusta taglia, evitando intimo troppo stretto e con pizzi che possano stringere e segnare la zona;
  6. utilizzare il profilattico durante i rapporti sessuali;
  7. condurre una vita il più possibile equilibrata, sia a livello fisico (una buona attività fisica, un corretto numero di ore di sonno) che mentale (cercare di ridurre lo stress superfluo e cronico) per favorire un corretto stato delle difese immunitarie.

 

L’articolo ha quindi scopo informativo e non diagnostico, ma come sempre la prevenzione è il primo step necessario per evitare l’insorgenza di condizioni sì comuni ma fastidiose e, a lungo andare, dannose per la nostra salute.